La nostra storia
Quando don Alessandro Rastelli iniziò la sua opera, dicono le cronache che trasportò il primo ammalato a Lourdes su un telo di iuta e i treni, nel 1912, avevano come sedili panche di legno. Certo lui non avrebbe mai immaginato che a Lourdes ci saremmo poi andati con l’aereo o con i bus e in futuro, forse, con i treni ad alta velocità. Sin dall’inizio, però, intuì che sarebbe stato necessario utilizzare ogni strumento, anche quelli più nuovi, per adempiere con coraggio alla missione che si era prefisso. E’ nota, ad esempio, la sua passione per le macchine fotografiche e le cineprese che da subito e per primo utilizzò per diffondere i pellegrinaggi.
Ciò che lo sosteneva era la ferma convinzione di diffondere il vero miracolo di Lourdes, che “è la trasformazione del dolore in amore, la corrente di grazia che passa tra malati e pellegrini, lo spettacolo di una carità fraterna senza confronto, miracoli quegli omaggi a Gesù Sacramentato e a Maria SS. che danno la sensazione di fondersi e armonizzarsi con quelli della celeste Gerusalemme; miracolo che tutti gli altri compendia è il povero ammalato, che a Lourdes forma il centro e la ragione di tutta quella vita divina. A Lourdes per l’ammalato guariscono i sani”.
Mons. A. Rastelli
Pellegrinaggio 1933
Ponendosi proprio nel solco del nostro caparbio e volitivo fondatore e per favorire la partecipazione ai pellegrinaggi di un sempre maggior numero di persone, la sezione di Milano iniziò a dotarsi di strumenti anche finanziari per sopperire alle crescenti necessità economiche di ammalati e personale. Poco dopo la costituzione della nostra sezione, voluta dall’allora Cardinal Montini, e in nome dei nostri fondatori Ferrario e Sessa, venne creata una prima fondazione, cui ne seguirono altre in ricordo di Gianantonio Sommaruga, Massimo Ventura e Paola Caprino, per volontà della sua famiglia; tutte persone che hanno lasciato esempi mirabili di servizio: Massimo soprattutto fra i giovani dame e barellieri e Paola avendo particolare dedizione come dama per i bambini ammalati.
Questi lasciti, che in un primo momento raccoglievano il patrimonio della sezione ambrosiana, sono poi confluiti nell’unica Fondazione Bernadette, che purtroppo, ha cessato la sua attività nel 2012 per motivi di natura tecnica.
Essendo lo strumento della fondazione il mezzo più idoneo per poter ricevere le donazioni, piccole o grandi che siano non importa, l’allora Consiglio direttivo si adoperò per costituire un nuovo strumento per raccogliere e gestire al meglio le offerte e i lasciti mobiliari e immobiliari: la Fondazione OFTAL Ambrosiana onlus. Lo stesso Cardinal Scola, allora Arcivescovo di Milano, espresse tutto il suo compiacimento con una lettera al Presidente Carlo Spinelli, il suo appoggio e la sua benedizione all’iniziativa della nostra sezione che, scrisse, “si appresta a continuare il cammino con altre forme istitutive”.
Tale scritto, unitamente a quello che il cardinal Giovanni Battista Montini indirizzò il 30 agosto 1959 al Presidente Giannino Ferrario, costituendoci come sezione, sono per noi prezioso stimolo per proseguire la storia di tanti uomini e donne, malati e sani, che vivono e condividono l’esperienza unica di un pellegrinaggio a Lourdes e presso altri luoghi di devozione mariana, oltre che per porre una particolare attenzione a tutto il mondo della sofferenza, fisica e spirituale. Spesso questa esperienza è permessa dalla carità silenziosa e da tanto amore donato ai più deboli e ai più poveri, nella ricerca di essere una vera famiglia che fraternamente accoglie chiunque chieda di farne parte, giovane o anziano che sia.
Lettera Card. Scola
Maria e Giannino Ferrario
Mariuccia e Antonio Sessa
Lettera Card. Montini
Con il desiderio di proseguire la nostra attività, volta a perseguire le finalità fondative dell’Associazione O.F.T.A.L., e con l’attenzione a individuare strumenti sempre più adeguati a tale scopo, anche in relazione all’evoluzione della normativa, in data 28 maggio 2025 è avvenuta l’iscrizione della Fondazione Oftal Ambrosiana nel Registro Unico Nazionale degli Enti del Terzo Settore (RUNTS) acquisendo nella ragione sociale la denominazione E T S, Ente Terzo Settore. Tale passaggio rappresenta la conclusione di un percorso e di un tempo di modifiche statutarie, nell’alveo di importanti innovazioni anche negli adempimenti amministrativi e gestionali. E’, inoltre, un ulteriore passo verso la crescita della corresponsabilità civile, sociale e solidale e costituisce nuova linfa verso la sfida sempre aperta nel traguardare gli obbiettivi istituzionali della Fondazione stessa a favore dell’Associazione tutta.